KPI aziendali: cosa sono i Key Performance Indicators

KPI aziendali: cosa sono i Key Performance Indicators

L’efficacia con cui un’azienda raggiunge i propri obiettivi è misurabile attraverso valori chiave che ne indica le prestazioni complessive. I KPI aziendali, Key Performance Indicators, sono infatti indispensabili nella valutazione del raggiungimento di quanto prefissato.

KPI aziendali: cosa sono

I KPI aziendali, Key Performance Indicators, rappresentano l’insieme degli indicatori chiave di prestazione aziendale. Sono solitamente espressi con valori numerici e servono a misurare i progressi che l’azienda ha fatto nel percorso di raggiungimento di determinati obiettivi. Valutare le prestazioni di un business significa infatti raccogliere e analizzare alcuni dati, numeri che indicano l’efficienza del piano strategico con cui si è scesi in campo. 

Nel processo di innovazione tecnologica e digitalizzazione dei processi di marketing a cui stiamo assistendo, si rende ancora più necessario lo studio che quantifica le prestazioni di un’azienda nel tempo. Questo il motivo per il quale l’individuazione delle metriche e degli indicatori che misurano l’efficacia delle proprie azioni è un’operazione oggi imprescindibile per qualsiasi attività.

KPI aziendali: come individuarli

Innanzitutto, la scelta dei KPI aziendali avviene a più livelli. Un’azienda deve infatti considerare Key Performance Indicators di alto livello quei KPI che si concentrano sulle prestazioni complessive dell’intero business. Gli indicatori di basso livello sono KPI che misurano invece i processi dei singoli reparti che compongono l’azienda. Da quello vendite a quello marketing, passando per le risorse umane, customer care e altri: ogni dipartimento avrà le proprie metriche che ne misureranno l’efficacia. Troppo spesso però le aziende tendono ad adottare gli indicatori chiave standard, presi indiscriminatamente dal proprio contesto. Questa scelta rende il tracciamento degli stessi un’attività poco connessa con le proprie specificità e di conseguenza non in grado di fornire informazioni pienamente utili, che influiscano positivamente sulle scelte da compiere, siano esse strategiche che più strettamente operative.

L’individuazione dei KPI deve quindi rispettare la singolarità della struttura che compone la propria azienda. Si tratta di indicatori sempre pertinenti con l’attività che si compie, aggiornati, di facile fruizione.

Potrebbe essere utile ricordare che 

  • Ogni indicatore KPI deve avere una misura. 
  • Gli indicatori hanno obiettivi che rispondono alla misurazione precedentemente individuata. Definisci range di obiettivi e soglie.
  • I KPI hanno frequenze di misurazione diverse: non perdere di vista il confronto con le metriche che hai scelto. 

KPI Marketing: esempi

KPI Marketing: quali sono gli esempi concreti di KPI aziendali utili al monitoraggio delle attività di marketing?

  • Costi di marketing per contatto o lead.
  • Numero di segnalazioni sull’azienda nei media all’anno.
  • Numero di follower nei social network (Twitter, Facebook, Instagram, LinkedIn).
  • Posizionamento SEO nei motori di ricerca.
  • Numero contatti dal web.
  • Numero nuove lead.
  • Quantità di telefonate a freddo o recall.
  • Numero mail di presentazione inviate.

I KPI saranno dunque i tuoi migliori alleati nel raggiungimento dei tuoi obiettivi principali, il modo in cui misurerai la tua crescita e le tue attività. Che tu abbia una startup in avvio, un’azienda o che tu sia il responsabile di un progetto, dovrai necessariamente essere in grado di comprendere i dati e come questi si traducono in prestazioni aziendali

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Campagna Advertising: una strategia di successo passa dalla pubblicità

Campagna Advertising: una strategia di successo passa dalla pubblicità

Campagna Advertising

Una Campagna Advertising è il mezzo che ti permette di raggiungere gli utenti potenzialmente interessati al tuo prodotto o servizio. Si tratta di una campagna pubblicitaria che ottiene risultati migliori rispetto a un insieme scoordinato di annunci. Tutti i messaggi sono infatti costruiti pensando a un unico obiettivo e conservano elementi di continuità e riconoscibilità. 

Sono diversi gli strumenti e i mezzi di comunicazione di massa che oggi possono essere utilizzati per la creazione di una campagna pubblicitaria. Dagli annunci in giornali agli spot televisivi e radiofonici fino ad arrivare al web, ogni piattaforma ha delle peculiarità che richiedono conoscenze e competenze specifiche. L’incremento del budget investito in pubblicità e l’aumento dei brand che investono in digital advertising sono dati ormai accertati. 

Campagna Advertising: pubblicità è strategia

Alla base di una qualsiasi Campagna Advertising di successo c’è una strategia di comunicazione ben precisa. La strategia definisce alcuni fattori essenziali, propedeutici alla fase creativa che darà vita alla serie di annunci pubblicitari. Non cominciare mai un viaggio senza averne prima studiato il percorso in ogni minimo dettaglio. 

Definisci l’obiettivo. Analizzare le variabili del caso e porre l’attenzione su quello che si vuole raggiungere sono punti di partenza fondamentali che non puoi tralasciare. Scegliere un obiettivo piuttosto che un altro può fare una grande differenza all’interno dell’economia di un progetto adv, a cominciare dalla quantità di risultati ottenuti, passando per il tempo necessario per ottenerli e giungendo al costo per singolo risultato. 

Hai chiaro a chi ti stai rivolgendo? L’individuazione del proprio target di riferimento è un’attiva imprescindibile, di cui una strategia di comunicazione non può proprio fare a meno. Nel caso specifico di una campagna pubblicitaria, il target è quell’insieme di persone che hanno caratteristiche comuni che rispecchiano la tua idea di potenziali clienti.

Scegli il posizionamento della tua campagna. Se un tempo la scelta era limitata e comprendeva televisione, radio e giornali, oggi puoi veicolare la tua campagna in spazi pubblicità decisamente più ampliati. Il web e i Social Network hanno infatti aperto a una nuova serie di opportunità. La strategia più funzionale, in ogni caso, è quella che seleziona solo i posizionamenti che si ritengono più idonei e per i quali si riescono a creare creatività ad hoc. 

Quanto budget hai destinato per le tue campagne pubblicitarie? Prima di partire con la tua serie di annunci adv, ricorda di definire quanto hai deciso di investire in questa attività. La definizione del budget e la programmazione sono elementi essenziali per portare a termine con successo una campagna.

Puoi passare alla creazione dei contenuti. La creatività sarà strettamente legata agli elementi fin qui elencati. Dovrai effettuate la scelta del contenuto in base al tuo obiettivo, al canale che hai scelto, al target e al budget che hai destinato alla campagna. Dalle creatività emozionale a quelle informative, dai a ogni adv il contenuto giusto.

Online Adv: la nuova frontiera dell’advertising

Quando la pubblicità passa dai canali digitali, si parla di Online Advertising. Col tempo, questo genere di campagna advertising ha conquistato una posizione importante nelle strategie di marketing dei brand. Un incremento dato dall’importanza che il mondo del web ha oggi nella vita di ognuno di noi. La pubblicità in rete ti permette quindi di costruire la presenza online della tua attività, oggi imprescindibile per ogni brand. 

Più degli altri canali, la digital advertising offre la possibilità di creare una comunicazione personalizzata sulla base delle preferenze di acquisto e di comportamento degli utenti. Dai banner, al search, ai canali social, la pubblicità che viaggia in rete può assumere caratteristiche e formati diversi ed è testabile e misurabile. 

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Come fare email marketing: strategie e tipologie

Come fare email marketing: strategie e tipologie

L’email marketing è un canale efficace se si vuole entrare in contatto con il proprio pubblico. La gestione dei dati permette di interagire con il cliente e semplifica il processo di fidelizzazione. A uscirne migliorata anche la user experience, grazie a contenuti mirati e a una loro pianificazione quantitativa e qualitativa su grande scala. 

Email marketing: cos’è?

Per avere un quadro completo dei potenziali benefici che il canale di posta elettronica può apportare a una strategia di marketing, è bene partire da una sua definizione. L’email marketing è quell’attività che consiste nella progettazione e nell’invio di messaggi di posta elettronica a fini di marketing. E quindi per la vendita di prodotti e servizi, per parlare ai propri lettori o, ancora, per portare avanti strategie di brand awareness.

Si tratta di un flusso di lavoro che invia, attraverso un software dedicato o la gestione manuale, email agli utenti di riferimento in base al periodo migliore e alle esigenze dei destinatari. Per far sì che le email diano benefici, infatti, è necessario che alla base ci sia una strategia che ne definisca obiettivi, contenuti e tipologie. Con le leggi sulla privacy sempre più restrittive, è molto importante assicurarsi di proteggere l’identità e i dati dei contatti a cui si invia l’e-mail. Bisogna cioè evitare l’invio massivo di messaggi e controllare che i destinatari abbiano dato il loro consenso a ricevere mail.

Come fare email marketing

L’uso di un software dedicato permette di migliorare in maniera significativa la gestione degli iscritti alla propria piattaforma online. La presenza di una più liste con i dati di iscrizione degli utenti è fondamentale per la pianificazione della propria strategia. La personalizzazione dei messaggi è infatti un punto forte dell’email marketing: i consumatori sono particolarmente legati ai messaggi e alle informazioni vicini alle proprie esigenze. Questo è considerato il punto di partenza per la creazione di un contenuto ad hoc per i gruppi di destinatari scelti. 

L’email marketing sfrutta messaggi ottimizzati e personalizzati per parlare al proprio pubblico e indurlo a compiere un’azione. Un’operazione resa ancora più performante dall’automazione degli invii dei messaggi: la creazione di un flusso di mail su un software dedicato, può di gran lunga ottimizzare la personalizzazione e l’esperienza utente e creare sequenzialità. Inviare, cioè, più messaggi di posta elettronica correlati tra loro tenendo in considerazione il fatto che ogni cliente ha un percorso diverso sul sito web. Condizione che necessita di una strategia diversa per ogni tipologia.

Tipologie

Aziende, brand e professionisti devono costruire le proprie mail per raggiungere obiettivi specifici. E in base alle diverse finalità è necessario scegliere un tipo specifico di messaggio: una newsletter sarà, per esempio, diversa da una DEM. Insomma, non solo è importante usare l’e-mail marketing nella propria strategia, ma decidere quale messaggio usare e con quale obiettivo.

Le campagne di e-mail marketing pubblicitarie, dunque, sono usate per lanciare un nuovo prodotto, un’offerta speciale e a tempo limitato, o promuovere un webinar o un evento. Il loro obiettivo è, in sintesi, la vendita. Queste e-mail contengano una CTA (Call to Action), cioè un invito a intraprendere un azione specifica, sia che si tratti di visitare un sito web o di acquistare un prodotto o prenotare un servizio. Ci sono poi le cosiddette DEM, legate al Direct E-mail Marketing. Con questo termine si identificano i messaggi di natura promozionale, mirati a intrecciare rapporti tra azienda e pubblico in modo molto chiaro e diretto.

Diverso è invece il campo delle campagne informative, che si divide in newsletter e annunci. Se una newsletter ha una base temporale predefinita e comunica nuovi traguardi raggiunti dal brand, nuove funzionalità e caratteristiche di un prodotto o servizio, novità e trend del settore, un annuncio è una comunicazione saltuaria legata a un evento preciso.

Sono i numeri che parlano per noi. Ogni giorno raggiungiamo i clienti con strategie mirate, studiate per i singoli settori. Le nostre campagne targettizzate ci permettono di selezionare i contatti giusti: oltre a un incremento del numero di clienti potenziali, apportiamo un miglioramento in termini di brand awareness, affidabilità percepita e Return On Investiment.

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Viral marketing

viral marketing

Quando si parla di viral marketing si fa riferimento a strategie di promozione per un prodotto, o servizio, di un brand, o di un’iniziativa che sfruttano gli effetti di rete e la propensione delle persone a condividere opinioni, consigli, notizie.

Vediamo quali sono le caratteristiche del viral marketing.

Viral marketing: caratteristiche

Il marketing virale è l’insieme delle tecniche e strategie che sfruttano i contenuti per creare un meccanismo di “passaparola” vantaggioso per l’azienda o il brand. Questo consente di crescere in modo esponenziale.

Con questo termine si intende tutto ciò che permette a un brand personale, o aziendale, di diffondersi in modo ampio e indipendente.

Basandosi sul passaparola, ossia il word of mouth, si sviluppa su dinamiche singolari. Parliamo infatti di marketing non convenzionale, chiaramente imprevedibile e difficile da anticipare. Ma coloro che lo sanno gestire in modo strutturato possono trarne importanti vantaggi.

Sfruttare la viralità

Dietro il viral marketing si nasconde il concetto di viralità, che può essere declinato in differenti modalità. Ad esempio, vi è chi decide di lavorare con il visual storytelling o ancora chi punta sul real-time marketing. A prescindere dalle tecniche, però, ciò che conta sono:

  • obiettivi;
  • target;
  • metriche, o KPI;
  • contenuti.

Elementi principali del viral marketing

Affinché il contenuto di un marchio diventi virale, deve avere alcune caratteristiche:

  • Allinearsi con il posizionamento e i valori del marchio. Questa regola si applica praticamente a tutte le iniziative del marchio: essere il portavoce di un messaggio che non credi sarà visto negativamente e potrebbe allontanare i consumatori;
  • prezioso per il destinatario. C’è un’alta probabilità che una persona condivida i contenuti che trova preziosi;
  • Capacità di coinvolgere il bersaglio. Concentrarsi sulle emozioni è un’ottima strategia: un pubblico coinvolto sarà più accessibile al brand.

I consumatori sono i veri protagonisti del marketing virale. Senza la loro partecipazione, questo movimento è destinato a fallire.

C’è infatti differenza tra un’iniziativa che diventa virale e una che nasce con questo obiettivo in mente. Una campagna di marketing virale può essere definita così perché il passaparola è l’unico mezzo per diffondere informazioni.

Tuttavia, va notato che la viralità non può essere controllata. Sebbene il marchio si impegni a produrre contenuti in linea con questo obiettivo, non può essere assolutamente sicuro che ciò farà progressi sufficienti tra i consumatori da spingerli a fungere da portavoce.
Alcuni consigli possono aiutare: coinvolgere gli influencer, ad esempio, aiuta a diffondere i contenuti. È anche importante utilizzare con giudizio hashtag dedicati, così come una valutazione del momento storico che stai attraversando, dopo il quale un certo tipo di messaggio potrebbe risultare più o meno incisivo.

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Ambient marketing

ambient marketing

Col termine ambient marketing si intende la collocazione di annunci pubblicitari in luoghi insoliti e inaspettati. Solitamente non vengono posti neppure con metodi convenzionali, così da risultare originali e unici.

L’ambient marketing stupisce, toglie il fiato e attira l’attenzione della gente nelle piazze, stazioni e così via.

Come tutte le altre forme di marketing non convenzionale, l’ambient marketing mira al raggiungimento del consumatore laddove non si aspetterebbe di essere destinatario di messaggi pubblicitari e promozionali. Questo consente all’azienda di puntare sull’effetto sorpresa, vincendo la normale resistenza a questo tipo di comunicazione.

Definizione di ambient marketing

L’ambient marketing, come detto, tende a incontrare il proprio target fuori dai frame tradizionali, a cui, solitamente, si relega la comunicazione pubblicitaria.

Volendone fornire una definizione, si tratta di una forma di marketing che utilizza elementi dell’ambiente, ogni superficie fisica disponibile, che consente di trasmettere messaggi e fornire incentivi che incoraggino e suscitino il coinvolgimento dei consumatori nei confronti di un brand.

Elementi principali

L’ambient marketing si caratterizza, anzitutto, con la reinterpretazione dell’ambiente. Questo viene, pertanto, inteso come un contesto di vita quotidiana. Difatti si possono trovare esempi di questo genere di marketing non solo in spazi aperti, ma anche all’interno degli edifici.

Il brand si appropria dello spazio, lo sfrutta a suo vantaggio e lo plasma per trasmettere il messaggio pubblicitario.

Questo avvicina all’effetto sorpresa fondamentale per questa tipologia di advertising.

Qui gioca un ruolo determinante, ovviamente, il luogo prescelto. Questo si individua sulla base del target che si vuole raggiungere e la scelta ricade sui luoghi ad alto traffico.

La peculiarità di queste campagne e le loro diversità consentono di incontrare l’apprezzamento del pubblico e vengono condivise poi sui social e sui media. Ciò consente di far superare al messaggio i confini geografici e raggiungere un maggior numero di persone.

Nello specifico, l’ambient marketing ha come fine ultimo quello di creare nei suoi destinatari interesse e curiosità che si trasformano in un avvicinamento spontaneo verso il brand e il prodotto.

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Metaverse Ads: come fare advertising nel futuro meta

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Il metaverso è la nuova realtà del web 3.0 relativa all’universo social. Quali sono, dunque, le caratteristiche di questo nuovo mondo digitale e come cambieranno le cose per i marketer? Scopriamo l’universo del Metaverse Ads.

Metaverse Ads: il web 3.0

Dall’avvento del web dinamico l’avanzata di internet è stata una corsa senza freni. Tanto che, senza troppo timore, è possibile affermare che il web 3.0 sia ufficialmente in arrivo.

Con web 3.0 si suole intendere una realtà digitale ove si compie una totale realizzazione della natura collaborativa e decentralizzata di internet.

All’interno di questa nuova modalità di connessione nasce il metaverse.

Il metaverse viene solitamente visto come il potenziale sviluppo dei social network del web 3.0. Si tratta, dunque, di una realtà virtuale ove gli utenti sono rappresentati in 3 dimensioni da un avatar.

L’identità personale, così come la proprietà privata digitale, saranno qui certificati dalla tecnologia blockchain (è una tecnologia che consente l’esistenza di un database acefalo e decentralizzato, dove gli utenti aggiungono o leggono dati, senza modificarli).

Pertanto, addio ad account e profili. Facebook e Microsoft stanno attualmente facendo numerosi investimenti nel metaverse, così da sfuggire alla decentralizzazione del web 3.0 che sarebbe causa di ingenti perdite.

Difatti, ad oggi, Meta, ex Facebook, guadagna tramite la vendita di spazi pubblicitari, questo verrebbe a mancare in presenza di un internet decentralizzato, al quale tutti possono accedere.

Dunque, come funzionerebbe l’advertising nel metaverse?

Come funzionano gli ads nel metaverso

Se, come detto, il mondo degli ads nel metaverse è destinato a cambiare, è bene comprendere come.

All’interno del metaverse coloro che forniranno servizi agli inserzionisti saranno coloro in grado di avere il controllo di prodotti tecnologici ampiamente adottati.

Attualmente l’attenzione è catalizzata dai produttori di visori VR, su provider di indedità blockchain e su aziende che procureranno un’infrastruttura sul cloud per rendere accessibile lo sviluppo di mondi nel metaverse.

E la conversione?

Come può apparire evidente, cambiando modo di fare ads all’interno del metaverse, cambiano le modalità di conversione.

Sebbene il metodo di tracciamento dello stato di conversione del cliente nel metaverse resterà pressoché invariato, ci saranno differenze metodologiche. È dunque possibile che vi saranno nuove realtà che cresceranno in maniera inarrestabile.

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Mobile marketing: come comunicare tramite mobile

mobile marketing

Il mobile marketing è l’insieme di pratiche che permettono alle aziende di comunicare con un pubblico raggiungibile tramite i dispositivi mobili, come cellulari e smartphone.

Cos’è il mobile marketing

Col termine mobile marketing si identificano tutte le azioni e strategie di marketing che vedono come protagonista la comunicazione mobile tramite dispositivi come smartphone, tablet e tecnologie wearable. Questa tipologia di marketing abbraccia una fascia di pubblico eterogenea per genere, età e comportamento d’acquisto. Ad oggi ricopre un ruolo chiave nei piani di comunicazione aziendale.

Appare chiaro che l’esperienza mobile sia differente rispetto a una navigazione da desktop. L’uso, le abitudini e i bisogni di navigazione degli utenti. In quest’ottica la presenza di strategie di marketing adatta così da sviluppare un piano strategico funzionale per aziende e brand.

Per potersi affacciare a questa tipologia di marketing è possibile utilizzare diverse e molteplici soluzioni. Si parte dai voice alert, ai classici SMS, dalle mail alle augmented reality. Tuttavia, sono le applicazioni e i mobile website i migliori strumenti per creare una relazione profonda tra brand e utente, sia da un punto di vista funzionale che contenutistico.

Si consiglia, solitamente di sviluppare un mobile website, che si mostra come strumento immediato che non necessita di download o problemi di compatibilità o upgrade. Ciò garantisce molti vantaggi in termini di rapporto costi/benefici, questo infatti consente di comunicare a un’ampia reach tramite piattaforme con costi sostenuti.

Al contrario, non sempre è necessario che un brand abbia una mobile app.

Strategie di mobile marketing

Per poter utilizzare al meglio il mobile marketing è possibile far riferimento a numerose strategie, tra cui: QR Code Marketing; SMS Marketing; App Marketing e Native Mobile Advertising.

QR Code Marketing

Il QR Code Marketing è una strategie di mobile marketing che prevede l’utilizzo di un QR code decodificabile tramite l’utilizzo di un dispositivo mobile. È possibile utilizzarli per la promozione di un nuovo prodotto. Il potenziale cliente può scegliere di raggiungere il prodotto attraverso il proprio smartphone e l’utilizzo di un QR code.

SMS marketing

Col termine SMS Marketing si fa riferimento alle strategie di marketing caratterizzate dall’invio di SMS contenenti promozioni o offerte riservate agli iscritti di un dato database. Utilizzare il mobile marketing per coinvolgere nuovi contatti può essere una soluzione a basso costo se il coinvolgimento dei nuovi contatti avviene attraverso referral: i contatti esistenti vengono incentivati a promuovere l’azienda o il servizio presentando nuovi contatti con benefit per entrambi.

App marketing

Le campagne di App Marketing funzionano tramite notifiche push he coinvolgono l’utente a partecipare a concorsi a premi, a rispondere a domande o a prendere parte a iniziative organizzate da brand.

Nella declinazione di app adv si trovano forme di banner in app, interstitial ads e reward ads che accompagnano l’utente durante la sua navigazione.

Native Mobile Advertising

Il Native Mobile Advertising  al contrario della pubblicità tradizionale è meno invasivo e si adatta al contesto in maniera camaleontica.

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Festa della donna: come festeggiano i brand l’8 marzo

festa della donna

Come ogni anno e quasi come per ogni occasione, i brand propongono iniziative, sconti e messaggi promozionali volti alla celebrazione delle giornate di festa. Anche quest’anno, in occasione della Festa della donna, per sensibilizzare su questioni di genere, imprenditoria ed empowerment femminile, le aziende hanno ideato campagne ad hoc.

Le iniziative dei brand per la Festa della donna

Nell’ultimo periodo è apparso piuttosto chiaro che la Festa della donna, come tante altre ricorrenze, rappresenti un’occasione per promuovere nuove attività comunicative dei brand, studiate appositamente per l’occasione.

La Giornata internazionale della donna, nello specifico, è un’imperdibile opportunità.

Gli ultimi anni hanno confermato che la Giornata internazionale della donna è un’occasione ghiotta per attività comunicative dei brand, studiate apposta per l’occasione. Queste mirano a far riflettere su importanti tematiche legate a questioni di genere.

In vista della Festa della donna 2022 i brand hanno già lanciato alcune iniziative, anche se sarà nella giornata di domani, 8 marzo, che si scopriranno anche le altre.

Appare chiaro che non sia necessario un giorno in particolare per trattare di gender gap o di imprenditoria femminile, ma la Festa della donna è un prezioso momento per condividere contenuti che focalizzino l’attenzione su questi e altri temi.

Il messaggio di Manila Grace

Per celebrare le donne, il noto brand di abbigliamento, Manila Grace, punta tutto sull’amore. Si tratta, difatti, dell’amore “delle donne per le donne, ma soprattutto per loro stesse”.

Manila Grace ha ideato un’attività comunicativa che veicola il messaggio “Be (body) positive!”. Si tratta di un corto motivazionale, girato da cinque donne di età, stili, tratti somatici differenti. Queste donne, tramite i loro racconti, rappresentano se stesse su uno specchio, scrivendo una frase che le identifica con un rossetto proprio del brand.

Alexa per la Festa della donna

Alexa, l’assistente vocale Amazon, ha un’iniziativa pensata apposta per la Festa della donna. L’assistente vocale dà il via a una comunicazione che partirà l’8 marzo. Verrà lanciato il progetto “Donna del giorno” e da martedì 8 marzo, in poi, Alexa racconterà ogni giorno la storia di una donna italiana che si è distinta in un campo. Si parlerà di Margherita Hack, Bebe Vio, Rita Levi Montalcini, Chiara Ferragni, Raffaella Carrà, Samantha Cristoforetti e tante altre.

Per ascoltare i racconti sarà necessario chiedere Alexa, qual è la donna del giorno?

Per quanto riguarda ulteriori iniziative promosse dai brand sarà sufficiente attendere sino a domani e scoprire cos’hanno ideato per la Festa della donna 2022.

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Digital Advertising: la pubblicità online

digital advertising

Il digital advertising rappresenta una componente quantomai importante nel media mix di un’impresa. Dai banneri al search, sino ai meccanismi d’asta del programmatic, sono tutti esempi della pubblicità su internet.

Caratteristiche del digital advertising

Il digital advertising corrisponde al valore della raccolta pubblicitaria effettuata sulla Rete. Si tratta di pubblicità all’interno di siti web e applicazioni mobile, fruibili da qualsiasi dispositivo che disponga di una connessione Internet.

Il digital advertising, noto anche come pubblicità sui canali digitali, ha, da tempo, assunto un ruolo chiave nell’ambito delle strategie di Digital Marketing. In opposizione rispetto ad altri formati di adv, il digital advertising ha delle caratteristiche particolari. Difatti, questo genere di pubblicità instaura tra gli attori in campo diverse relazioni.

Sono usati spesso come sinonimi di Digital Advertising anche Internet Advertising, Online Advertising, o Web Advertising.

Come fare digital advertising

Assodata l’importanza dell’advertising online è possibile classificare differenti tipologie di adv online. Queste dipendono dal canale che veicola il messaggio, difatti, si suddividono in:

  • display advertising;
  • native advertising;
  • search advertising;
  • email advertising;
  • classified advertising.

I benefici della pubblicità online

La pubblicità online offre numerosi benefici rispetto a quella tradizionale. Nello specifico si parla di una comunicazione personalizzata, sulla base delle analisi delle preferenze di acquisto e del comportamento. Vi è un guadagno economico, poiché la pubblicità viene pagata solo nel caso in cui l’utente effettua un’azione. Può essere anche monitorata e, indubbiamente, offre maggiore visibilità.

In definitiva, a differenza di quella tradizionale, lenta, costosa e poco efficace, la pubblicità online è meno costosa, molto più efficiente, precisa e misurabile.

Quanto investire nell’online advertising?

Appara chiaro che non risulta possibile dare una risposta univoca a questa domanda. Quando viene definita una campagna, l’inserzionista determina un budget e, contestualmente, il valore della puntata massima.

Esattamente come per il search advertising c’è la possibilità di un pagamento Cost-per-Click massimo (CPC). Questo sopraggiunge quando l’obiettivo della campagna è quello di indirizzare gli utenti al proprio sito tramite un link. Lo scopo sarà, quindi, quello di far ottenere più click possibili e l’inserzionista pagherà per ogni click ottenuto.

Infine, si può ottimizzare la campagna rispetto a una specifica CTA, un download, un acquisto on line, un form da compilare. In questi casi, la metrica chiave è il costo medio per far sì che un cliente realizzi la specifica attività. Questa “misura” è detta CPA o Cost-per-Activity.

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Native advertising: cos’è la native ads

native advertising

Col termine Native Advertising vengono identificati i formati pubblicitari che hanno le sembianze dei contenuti originali, personali o editoriali, delle piattaforme che li ospitano.

I native ads sono dunque contenuti che si integrano perfettamente nella fruizione di un contenuto.

All’interno dei feed dei social network compaiono messaggi pubblicitari di tipo native, il cui formato è in linea con quello dei contenuti dei social. Questi paiono distinguibili solo da un diclaimer come “contenuto sponsorizzato” o “sponsored”.

I web magazine e i siti web mettono a disposizione dei widget integrati perfettamente al layout della pagina.

Native advertising: definizione

Il native advertising, come detto, è una branca del digital marketing che definisce formati pubblicitari che si mescolano con i contenuti dei publisher assumendone le sembianze. Questi ads si confondono con i contenuti organici, ciò consente di mantenere invariata la user experience del sito.

Il fine è attirare l’attenzione degli utenti e stimolarne engagement grazie a un formato ottimizzato per il canale. Si stima che il lettore sia in grado di dare maggiore attenzione a questi contenuti rispetto a quelli tradizionali.

Caratteristiche delle native advertising

L’Osservatorio del Politecnico di Milano distingue due elementi fondamentali alla base del native advertising:

  • la coerenza con il contesto visivo (la “ forma”) del contenuto editoriale: gli annunci devono essere percepiti dall’utente come un contenuto naturale, ma deve essere chiaro che si tratti di una pubblicità;
  • la rilevanza del contenuto pubblicitario: un elemento fondamentale risiede nella capacità di ingaggiare l’utente attraverso contenuti pubblicitari attrattivi e di qualità.

I formati native advertising più diffusi

La native advertising si suddivide in sei formati principali, si tratta di in-feed, paid search, reccomendation widget, promoted listing, in-Ad e custom. Eccoli nel dettaglio.

In-feed

Con in-feed unit si descrive una tipologia di native ads che comprende annunci nativi che sono collocati nel flusso dei contenuti editoriali e che hanno lo stesso aspetto del feed. Si tratta di Facebook Ads, annunci che appaiono nel newsfeed di Facebook con medesimo look e desing. A differire dal formato tradizionale, questi contengono un link che rimanda l’utente sul sito dell’inserzionista.

Paid Search

La paid search di Google è la prima e più diffusa modalità di pubblicità nativa. L’annuncio assume la forma identica degli altri risultati non sponsorizzati del motore di ricerca. A distinguerli la dicitura “annuncio”.

Recommendation widget

Si tratta di contenuti sponsorizzati promossi su publisher diversi tramite widget creati da piattaforme di content reccomendation, come Taboola o Outbrain. I widget propongono agli utenti contenuti personalizzati sulla base dei dati di comportamento e l’analisi del contesto editoriale in cui sono inseriti gli annunci.

Promoted listing

La quarta tipologia in analisi comprende i formati native concepiti per portali che mostrano liste di prodotti e servizi. I prodotti sponsorizzati inseriti nelle liste si presentano allo stesso identico modo degli altri prodotti o servizi.

In-ad con elementi native

Gli in-ad con elementi native sono annunci proposti nei formati standard IAB e pianificati secondo logiche contestuali. L’annuncio sponsorizzato propone contenuti coerenti rispetto alle tematiche trattate nel sito.

Custom

Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un native personalizzato, frutto della collaborazione tra advertiser e publisher. Questa tipologia comprende esempi come playlist sponsorizzate, ossia le Sponsored Playlist di Spotify. Si tratta di annunci integrati nel design del sito.

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