Viral marketing

viral marketing

Quando si parla di viral marketing si fa riferimento a strategie di promozione per un prodotto, o servizio, di un brand, o di un’iniziativa che sfruttano gli effetti di rete e la propensione delle persone a condividere opinioni, consigli, notizie.

Vediamo quali sono le caratteristiche del viral marketing.

Viral marketing: caratteristiche

Il marketing virale è l’insieme delle tecniche e strategie che sfruttano i contenuti per creare un meccanismo di “passaparola” vantaggioso per l’azienda o il brand. Questo consente di crescere in modo esponenziale.

Con questo termine si intende tutto ciò che permette a un brand personale, o aziendale, di diffondersi in modo ampio e indipendente.

Basandosi sul passaparola, ossia il word of mouth, si sviluppa su dinamiche singolari. Parliamo infatti di marketing non convenzionale, chiaramente imprevedibile e difficile da anticipare. Ma coloro che lo sanno gestire in modo strutturato possono trarne importanti vantaggi.

Sfruttare la viralità

Dietro il viral marketing si nasconde il concetto di viralità, che può essere declinato in differenti modalità. Ad esempio, vi è chi decide di lavorare con il visual storytelling o ancora chi punta sul real-time marketing. A prescindere dalle tecniche, però, ciò che conta sono:

  • obiettivi;
  • target;
  • metriche, o KPI;
  • contenuti.

Elementi principali del viral marketing

Affinché il contenuto di un marchio diventi virale, deve avere alcune caratteristiche:

  • Allinearsi con il posizionamento e i valori del marchio. Questa regola si applica praticamente a tutte le iniziative del marchio: essere il portavoce di un messaggio che non credi sarà visto negativamente e potrebbe allontanare i consumatori;
  • prezioso per il destinatario. C’è un’alta probabilità che una persona condivida i contenuti che trova preziosi;
  • Capacità di coinvolgere il bersaglio. Concentrarsi sulle emozioni è un’ottima strategia: un pubblico coinvolto sarà più accessibile al brand.

I consumatori sono i veri protagonisti del marketing virale. Senza la loro partecipazione, questo movimento è destinato a fallire.

C’è infatti differenza tra un’iniziativa che diventa virale e una che nasce con questo obiettivo in mente. Una campagna di marketing virale può essere definita così perché il passaparola è l’unico mezzo per diffondere informazioni.

Tuttavia, va notato che la viralità non può essere controllata. Sebbene il marchio si impegni a produrre contenuti in linea con questo obiettivo, non può essere assolutamente sicuro che ciò farà progressi sufficienti tra i consumatori da spingerli a fungere da portavoce.
Alcuni consigli possono aiutare: coinvolgere gli influencer, ad esempio, aiuta a diffondere i contenuti. È anche importante utilizzare con giudizio hashtag dedicati, così come una valutazione del momento storico che stai attraversando, dopo il quale un certo tipo di messaggio potrebbe risultare più o meno incisivo.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Ambient marketing

ambient marketing

Col termine ambient marketing si intende la collocazione di annunci pubblicitari in luoghi insoliti e inaspettati. Solitamente non vengono posti neppure con metodi convenzionali, così da risultare originali e unici.

L’ambient marketing stupisce, toglie il fiato e attira l’attenzione della gente nelle piazze, stazioni e così via.

Come tutte le altre forme di marketing non convenzionale, l’ambient marketing mira al raggiungimento del consumatore laddove non si aspetterebbe di essere destinatario di messaggi pubblicitari e promozionali. Questo consente all’azienda di puntare sull’effetto sorpresa, vincendo la normale resistenza a questo tipo di comunicazione.

Definizione di ambient marketing

L’ambient marketing, come detto, tende a incontrare il proprio target fuori dai frame tradizionali, a cui, solitamente, si relega la comunicazione pubblicitaria.

Volendone fornire una definizione, si tratta di una forma di marketing che utilizza elementi dell’ambiente, ogni superficie fisica disponibile, che consente di trasmettere messaggi e fornire incentivi che incoraggino e suscitino il coinvolgimento dei consumatori nei confronti di un brand.

Elementi principali

L’ambient marketing si caratterizza, anzitutto, con la reinterpretazione dell’ambiente. Questo viene, pertanto, inteso come un contesto di vita quotidiana. Difatti si possono trovare esempi di questo genere di marketing non solo in spazi aperti, ma anche all’interno degli edifici.

Il brand si appropria dello spazio, lo sfrutta a suo vantaggio e lo plasma per trasmettere il messaggio pubblicitario.

Questo avvicina all’effetto sorpresa fondamentale per questa tipologia di advertising.

Qui gioca un ruolo determinante, ovviamente, il luogo prescelto. Questo si individua sulla base del target che si vuole raggiungere e la scelta ricade sui luoghi ad alto traffico.

La peculiarità di queste campagne e le loro diversità consentono di incontrare l’apprezzamento del pubblico e vengono condivise poi sui social e sui media. Ciò consente di far superare al messaggio i confini geografici e raggiungere un maggior numero di persone.

Nello specifico, l’ambient marketing ha come fine ultimo quello di creare nei suoi destinatari interesse e curiosità che si trasformano in un avvicinamento spontaneo verso il brand e il prodotto.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Metaverse Ads: come fare advertising nel futuro meta

metaverse ads

Il metaverso è la nuova realtà del web 3.0 relativa all’universo social. Quali sono, dunque, le caratteristiche di questo nuovo mondo digitale e come cambieranno le cose per i marketer? Scopriamo l’universo del Metaverse Ads.

Metaverse Ads: il web 3.0

Dall’avvento del web dinamico l’avanzata di internet è stata una corsa senza freni. Tanto che, senza troppo timore, è possibile affermare che il web 3.0 sia ufficialmente in arrivo.

Con web 3.0 si suole intendere una realtà digitale ove si compie una totale realizzazione della natura collaborativa e decentralizzata di internet.

All’interno di questa nuova modalità di connessione nasce il metaverse.

Il metaverse viene solitamente visto come il potenziale sviluppo dei social network del web 3.0. Si tratta, dunque, di una realtà virtuale ove gli utenti sono rappresentati in 3 dimensioni da un avatar.

L’identità personale, così come la proprietà privata digitale, saranno qui certificati dalla tecnologia blockchain (è una tecnologia che consente l’esistenza di un database acefalo e decentralizzato, dove gli utenti aggiungono o leggono dati, senza modificarli).

Pertanto, addio ad account e profili. Facebook e Microsoft stanno attualmente facendo numerosi investimenti nel metaverse, così da sfuggire alla decentralizzazione del web 3.0 che sarebbe causa di ingenti perdite.

Difatti, ad oggi, Meta, ex Facebook, guadagna tramite la vendita di spazi pubblicitari, questo verrebbe a mancare in presenza di un internet decentralizzato, al quale tutti possono accedere.

Dunque, come funzionerebbe l’advertising nel metaverse?

Come funzionano gli ads nel metaverso

Se, come detto, il mondo degli ads nel metaverse è destinato a cambiare, è bene comprendere come.

All’interno del metaverse coloro che forniranno servizi agli inserzionisti saranno coloro in grado di avere il controllo di prodotti tecnologici ampiamente adottati.

Attualmente l’attenzione è catalizzata dai produttori di visori VR, su provider di indedità blockchain e su aziende che procureranno un’infrastruttura sul cloud per rendere accessibile lo sviluppo di mondi nel metaverse.

E la conversione?

Come può apparire evidente, cambiando modo di fare ads all’interno del metaverse, cambiano le modalità di conversione.

Sebbene il metodo di tracciamento dello stato di conversione del cliente nel metaverse resterà pressoché invariato, ci saranno differenze metodologiche. È dunque possibile che vi saranno nuove realtà che cresceranno in maniera inarrestabile.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Mobile marketing: come comunicare tramite mobile

mobile marketing

Il mobile marketing è l’insieme di pratiche che permettono alle aziende di comunicare con un pubblico raggiungibile tramite i dispositivi mobili, come cellulari e smartphone.

Cos’è il mobile marketing

Col termine mobile marketing si identificano tutte le azioni e strategie di marketing che vedono come protagonista la comunicazione mobile tramite dispositivi come smartphone, tablet e tecnologie wearable. Questa tipologia di marketing abbraccia una fascia di pubblico eterogenea per genere, età e comportamento d’acquisto. Ad oggi ricopre un ruolo chiave nei piani di comunicazione aziendale.

Appare chiaro che l’esperienza mobile sia differente rispetto a una navigazione da desktop. L’uso, le abitudini e i bisogni di navigazione degli utenti. In quest’ottica la presenza di strategie di marketing adatta così da sviluppare un piano strategico funzionale per aziende e brand.

Per potersi affacciare a questa tipologia di marketing è possibile utilizzare diverse e molteplici soluzioni. Si parte dai voice alert, ai classici SMS, dalle mail alle augmented reality. Tuttavia, sono le applicazioni e i mobile website i migliori strumenti per creare una relazione profonda tra brand e utente, sia da un punto di vista funzionale che contenutistico.

Si consiglia, solitamente di sviluppare un mobile website, che si mostra come strumento immediato che non necessita di download o problemi di compatibilità o upgrade. Ciò garantisce molti vantaggi in termini di rapporto costi/benefici, questo infatti consente di comunicare a un’ampia reach tramite piattaforme con costi sostenuti.

Al contrario, non sempre è necessario che un brand abbia una mobile app.

Strategie di mobile marketing

Per poter utilizzare al meglio il mobile marketing è possibile far riferimento a numerose strategie, tra cui: QR Code Marketing; SMS Marketing; App Marketing e Native Mobile Advertising.

QR Code Marketing

Il QR Code Marketing è una strategie di mobile marketing che prevede l’utilizzo di un QR code decodificabile tramite l’utilizzo di un dispositivo mobile. È possibile utilizzarli per la promozione di un nuovo prodotto. Il potenziale cliente può scegliere di raggiungere il prodotto attraverso il proprio smartphone e l’utilizzo di un QR code.

SMS marketing

Col termine SMS Marketing si fa riferimento alle strategie di marketing caratterizzate dall’invio di SMS contenenti promozioni o offerte riservate agli iscritti di un dato database. Utilizzare il mobile marketing per coinvolgere nuovi contatti può essere una soluzione a basso costo se il coinvolgimento dei nuovi contatti avviene attraverso referral: i contatti esistenti vengono incentivati a promuovere l’azienda o il servizio presentando nuovi contatti con benefit per entrambi.

App marketing

Le campagne di App Marketing funzionano tramite notifiche push he coinvolgono l’utente a partecipare a concorsi a premi, a rispondere a domande o a prendere parte a iniziative organizzate da brand.

Nella declinazione di app adv si trovano forme di banner in app, interstitial ads e reward ads che accompagnano l’utente durante la sua navigazione.

Native Mobile Advertising

Il Native Mobile Advertising  al contrario della pubblicità tradizionale è meno invasivo e si adatta al contesto in maniera camaleontica.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Festa della donna: come festeggiano i brand l’8 marzo

festa della donna

Come ogni anno e quasi come per ogni occasione, i brand propongono iniziative, sconti e messaggi promozionali volti alla celebrazione delle giornate di festa. Anche quest’anno, in occasione della Festa della donna, per sensibilizzare su questioni di genere, imprenditoria ed empowerment femminile, le aziende hanno ideato campagne ad hoc.

Le iniziative dei brand per la Festa della donna

Nell’ultimo periodo è apparso piuttosto chiaro che la Festa della donna, come tante altre ricorrenze, rappresenti un’occasione per promuovere nuove attività comunicative dei brand, studiate appositamente per l’occasione.

La Giornata internazionale della donna, nello specifico, è un’imperdibile opportunità.

Gli ultimi anni hanno confermato che la Giornata internazionale della donna è un’occasione ghiotta per attività comunicative dei brand, studiate apposta per l’occasione. Queste mirano a far riflettere su importanti tematiche legate a questioni di genere.

In vista della Festa della donna 2022 i brand hanno già lanciato alcune iniziative, anche se sarà nella giornata di domani, 8 marzo, che si scopriranno anche le altre.

Appare chiaro che non sia necessario un giorno in particolare per trattare di gender gap o di imprenditoria femminile, ma la Festa della donna è un prezioso momento per condividere contenuti che focalizzino l’attenzione su questi e altri temi.

Il messaggio di Manila Grace

Per celebrare le donne, il noto brand di abbigliamento, Manila Grace, punta tutto sull’amore. Si tratta, difatti, dell’amore “delle donne per le donne, ma soprattutto per loro stesse”.

Manila Grace ha ideato un’attività comunicativa che veicola il messaggio “Be (body) positive!”. Si tratta di un corto motivazionale, girato da cinque donne di età, stili, tratti somatici differenti. Queste donne, tramite i loro racconti, rappresentano se stesse su uno specchio, scrivendo una frase che le identifica con un rossetto proprio del brand.

Alexa per la Festa della donna

Alexa, l’assistente vocale Amazon, ha un’iniziativa pensata apposta per la Festa della donna. L’assistente vocale dà il via a una comunicazione che partirà l’8 marzo. Verrà lanciato il progetto “Donna del giorno” e da martedì 8 marzo, in poi, Alexa racconterà ogni giorno la storia di una donna italiana che si è distinta in un campo. Si parlerà di Margherita Hack, Bebe Vio, Rita Levi Montalcini, Chiara Ferragni, Raffaella Carrà, Samantha Cristoforetti e tante altre.

Per ascoltare i racconti sarà necessario chiedere Alexa, qual è la donna del giorno?

Per quanto riguarda ulteriori iniziative promosse dai brand sarà sufficiente attendere sino a domani e scoprire cos’hanno ideato per la Festa della donna 2022.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Digital Advertising: la pubblicità online

digital advertising

Il digital advertising rappresenta una componente quantomai importante nel media mix di un’impresa. Dai banneri al search, sino ai meccanismi d’asta del programmatic, sono tutti esempi della pubblicità su internet.

Caratteristiche del digital advertising

Il digital advertising corrisponde al valore della raccolta pubblicitaria effettuata sulla Rete. Si tratta di pubblicità all’interno di siti web e applicazioni mobile, fruibili da qualsiasi dispositivo che disponga di una connessione Internet.

Il digital advertising, noto anche come pubblicità sui canali digitali, ha, da tempo, assunto un ruolo chiave nell’ambito delle strategie di Digital Marketing. In opposizione rispetto ad altri formati di adv, il digital advertising ha delle caratteristiche particolari. Difatti, questo genere di pubblicità instaura tra gli attori in campo diverse relazioni.

Sono usati spesso come sinonimi di Digital Advertising anche Internet Advertising, Online Advertising, o Web Advertising.

Come fare digital advertising

Assodata l’importanza dell’advertising online è possibile classificare differenti tipologie di adv online. Queste dipendono dal canale che veicola il messaggio, difatti, si suddividono in:

  • display advertising;
  • native advertising;
  • search advertising;
  • email advertising;
  • classified advertising.

I benefici della pubblicità online

La pubblicità online offre numerosi benefici rispetto a quella tradizionale. Nello specifico si parla di una comunicazione personalizzata, sulla base delle analisi delle preferenze di acquisto e del comportamento. Vi è un guadagno economico, poiché la pubblicità viene pagata solo nel caso in cui l’utente effettua un’azione. Può essere anche monitorata e, indubbiamente, offre maggiore visibilità.

In definitiva, a differenza di quella tradizionale, lenta, costosa e poco efficace, la pubblicità online è meno costosa, molto più efficiente, precisa e misurabile.

Quanto investire nell’online advertising?

Appara chiaro che non risulta possibile dare una risposta univoca a questa domanda. Quando viene definita una campagna, l’inserzionista determina un budget e, contestualmente, il valore della puntata massima.

Esattamente come per il search advertising c’è la possibilità di un pagamento Cost-per-Click massimo (CPC). Questo sopraggiunge quando l’obiettivo della campagna è quello di indirizzare gli utenti al proprio sito tramite un link. Lo scopo sarà, quindi, quello di far ottenere più click possibili e l’inserzionista pagherà per ogni click ottenuto.

Infine, si può ottimizzare la campagna rispetto a una specifica CTA, un download, un acquisto on line, un form da compilare. In questi casi, la metrica chiave è il costo medio per far sì che un cliente realizzi la specifica attività. Questa “misura” è detta CPA o Cost-per-Activity.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Native advertising: cos’è la native ads

native advertising

Col termine Native Advertising vengono identificati i formati pubblicitari che hanno le sembianze dei contenuti originali, personali o editoriali, delle piattaforme che li ospitano.

I native ads sono dunque contenuti che si integrano perfettamente nella fruizione di un contenuto.

All’interno dei feed dei social network compaiono messaggi pubblicitari di tipo native, il cui formato è in linea con quello dei contenuti dei social. Questi paiono distinguibili solo da un diclaimer come “contenuto sponsorizzato” o “sponsored”.

I web magazine e i siti web mettono a disposizione dei widget integrati perfettamente al layout della pagina.

Native advertising: definizione

Il native advertising, come detto, è una branca del digital marketing che definisce formati pubblicitari che si mescolano con i contenuti dei publisher assumendone le sembianze. Questi ads si confondono con i contenuti organici, ciò consente di mantenere invariata la user experience del sito.

Il fine è attirare l’attenzione degli utenti e stimolarne engagement grazie a un formato ottimizzato per il canale. Si stima che il lettore sia in grado di dare maggiore attenzione a questi contenuti rispetto a quelli tradizionali.

Caratteristiche delle native advertising

L’Osservatorio del Politecnico di Milano distingue due elementi fondamentali alla base del native advertising:

  • la coerenza con il contesto visivo (la “ forma”) del contenuto editoriale: gli annunci devono essere percepiti dall’utente come un contenuto naturale, ma deve essere chiaro che si tratti di una pubblicità;
  • la rilevanza del contenuto pubblicitario: un elemento fondamentale risiede nella capacità di ingaggiare l’utente attraverso contenuti pubblicitari attrattivi e di qualità.

I formati native advertising più diffusi

La native advertising si suddivide in sei formati principali, si tratta di in-feed, paid search, reccomendation widget, promoted listing, in-Ad e custom. Eccoli nel dettaglio.

In-feed

Con in-feed unit si descrive una tipologia di native ads che comprende annunci nativi che sono collocati nel flusso dei contenuti editoriali e che hanno lo stesso aspetto del feed. Si tratta di Facebook Ads, annunci che appaiono nel newsfeed di Facebook con medesimo look e desing. A differire dal formato tradizionale, questi contengono un link che rimanda l’utente sul sito dell’inserzionista.

Paid Search

La paid search di Google è la prima e più diffusa modalità di pubblicità nativa. L’annuncio assume la forma identica degli altri risultati non sponsorizzati del motore di ricerca. A distinguerli la dicitura “annuncio”.

Recommendation widget

Si tratta di contenuti sponsorizzati promossi su publisher diversi tramite widget creati da piattaforme di content reccomendation, come Taboola o Outbrain. I widget propongono agli utenti contenuti personalizzati sulla base dei dati di comportamento e l’analisi del contesto editoriale in cui sono inseriti gli annunci.

Promoted listing

La quarta tipologia in analisi comprende i formati native concepiti per portali che mostrano liste di prodotti e servizi. I prodotti sponsorizzati inseriti nelle liste si presentano allo stesso identico modo degli altri prodotti o servizi.

In-ad con elementi native

Gli in-ad con elementi native sono annunci proposti nei formati standard IAB e pianificati secondo logiche contestuali. L’annuncio sponsorizzato propone contenuti coerenti rispetto alle tematiche trattate nel sito.

Custom

Come suggerisce il nome stesso, si tratta di un native personalizzato, frutto della collaborazione tra advertiser e publisher. Questa tipologia comprende esempi come playlist sponsorizzate, ossia le Sponsored Playlist di Spotify. Si tratta di annunci integrati nel design del sito.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Advergame: quando un videogioco veicola il messaggio di un brand

advergame

Un advergame, per definizione, è un gioco progettato con finalità di marketing o comunicazione. Tale videogioco viene sviluppato al fine di veicolare il messaggio di un brand. Si può trattare di pubblicizzazione di un nuovo servizio o di una nuova linea di prodotti. Viene, anche, utilizzato per comunicare un’operazione di rebranding.

Advergame: di cosa si tratta

Il termine advergame, acronimo tra le parole game (gioco) e advertising (pubblicità) consente agli advergame di rientrare nella più ampia categoria della gaming advertising. Con gaming advertising si definiscono le tecniche pubblicitarie che utilizzano le caratteristiche dei videogiochi come la logica della gamification e anche alcune dinamiche tipiche tra i gamer.

Per la natura ludica naturalmente spiccata, alcuni propongono di considerare gli advergame come una forma di advertainment – quindi una forma di pubblicità votata all’intrattenimento – o di intrattenimento di brand.

L’advergame è differente dall’advertising dentro i giochi è una forma di pubblicità come cartelli stradali o banner negli stadi di calcio presente nei videogame. Invece, gli advergame sono esplicitamente progettati per comunicare un prodotto, un messaggio o i valori del marchio. Non sono dei semplici cartelloni pubblicitari presenti in giochi progettati per l’intrattenimento di massa. Nelle sezioni qui sotto scoprirai che benefici possono portare al marketing aziendale e perché sono sempre più diffusi. 

La fama degli advergame

La nascita degli advergame è abbastanza recente. I primi, infatti, nascono intorno agli anni 2000 e si rivolgevano a un pubblico giovane e spesso minorenne.

I videogames, infatti, all’epoca erano un media poco democratizzato e poco diffuso. L’avvento degli smartphone e di internet cambia irrimediabilmente le cose.

Nel 2020, infatti, il 38% della popolazione italiana tra i 4 e i 64 anni ha giocato ai videogiochi. Il 43% dei giocatori è donna e il 55% ha più di 25 anni.

I primi Advergame nati prima degli anni 2000 erano rivolti ad un pubblico giovane e spesso minorenne. I videogiochi infatti erano un media non ancora democratizzato e diffuso a macchia d’olio nella popolazione. Con l’avvento degli smartphone e internet ad alta velocità lo scenario è cambiato completamente.

Nel 2020 il 38% della popolazione italiana tra i 4 e i 64 anni ha giocato ai videogiochi, il 43% dei giocatori è donna e il 55% ha più di 25 anni.

La diffusione crescente dei videogiochi nelle fasce di popolazione con maggiore potere d’acquisto ha cambiato gli Advergame e li ha resi molto più interessanti.

I benefici

Esistono molti obiettivi di marketing che possono spingere le aziende ad adottare gli advergame nella propria strategia di comunicazione. Fondamentali: il coinvolgimento e l’attenzione degli utenti.

Ci sono anche altri obiettivi diversi dal mero coinvolgimento che portano a sviluppare gli Advergame: 

  1. Creare un database di potenziali clienti;
  2. Raggiungere molti consumatori con contenuti virali;
  3. Associare il marchio a valori del gioco;
  4. Fidelizzare i clienti;
  5. Aumentare le vendite;
  6. Promuovere o lanciare prodotti o servizi;
  7. Fissare nella memoria una marca o un prodotto;
  8. Migliorare la customer experience;
  9. Profilare gli utenti e raccogliere dati.

Spesso gli advergame sono uno dei punti di contatto con cui i consumatori si interfacciano con i brand.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Search Advertising: come usarla per il tuo business

search advertising

Quando si parla di Search Advertising si fa inevitabilmente riferimento al posizionamento, in relazione con marketing, pubblicità e vendita online. Può, dunque, la SEA, essere la risposta al proprio business? Quali sono gli strumenti da utilizzare?

Search Advertising o SEA

La tecnica del Search Advertising permette di indirizzare il pubblico verso la ricerca di prodotti o servizi simili ai prodotti proposti dalla propria azienda, o business. Questo al fine di ottenere sempre nuovi clienti che poteranno un concreto impatto sul fatturato.

Com’è noto la Search Advertising o SEA, è parte della Search Engine Marketing, o SEM. Si tratta di un ramo del marketing digitale il cui scopo è l’attrazione di traffico specializzato sul sito. Questa si avvale di strumenti come le DEM, le campagne PPC, la SMO e la SMA, la SEO off-page e il display advertising.

Nello specifico include le strategie di web marketing: search engine optimization (SEO) e la SEA.

La SEA, è il processo che porta il sito ad apparire tra i primi risultati nella SERP mediante il cosiddetto affiliate marketing.

Leggi anche: SEO, SEA e SEM: significati e differenze

Come funziona la SEA

Nel caso della Search Advertising, parlando dunque di pubblicità online, si è strettamente legati all’universo delle keyword suella quali vengono inseriti annunci e link a pagamento. Questi sono presentati come banner, pop-up, pop-under, rich media, etc.

Il click e la risposta all’annuncio da parte dell’utente o consumatore finale compensa l’affiliato con una commissione.

I metodi della Search Advertising

La SEA si presenta suddivisa in due tipologie principali, la keyword advertising e il contextual advertising.

Nel primo caso si tratta di un annuncio pubblicitario online che si visualizza se l’utente si posiziona col cursore su una o più keyword nel testo.

Il contextual advertising, invece, è una sottoinsieme del keyword advertising. Indica le pubblicità basate sulla raccolta ed analisi ad opera del computational marketing riguardo informazioni degli utenti: siti visitati, prodotti/servizi acquistati o cercati, geolocalizzazione, ora della connessione e così via.

Conduce verso la costruzione di campagne efficacemente targettizzate, incrementando visite sul sito, tasso di conversione, nonché tasso di fidelizzazione.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Quando si parla di Search Advertising si fa inevitabilmente riferimento al posizionamento, in relazione con marketing, pubblicità e vendita online. Può, dunque, la SEA, essere la risposta al proprio business? Quali sono gli strumenti da utilizzare?

Search Advertising o SEA

La tecnica del Search Advertising permette di indirizzare il pubblico verso la ricerca di prodotti o servizi simili ai prodotti proposti dalla propria azienda, o business. Questo al fine di ottenere sempre nuovi clienti che poteranno un concreto impatto sul fatturato.

Com’è noto la Search Advertising o SEA, è parte della Search Engine Marketing, o SEM. Si tratta di un ramo del marketing digitale il cui scopo è l’attrazione di traffico specializzato sul sito. Questa si avvale di strumenti come le DEM, le campagne PPC, la SMO e la SMA, la SEO off-page e il display advertising.

Nello specifico include le strategie di web marketing: search engine optimization (SEO) e la SEA.

La SEA, è il processo che porta il sito ad apparire tra i primi risultati nella SERP mediante il cosiddetto affiliate marketing.

Leggi anche: SEO, SEA e SEM: significati e differenze

Come funziona la SEA

Nel caso della Search Advertising, parlando dunque di pubblicità online, si è strettamente legati all’universo delle keyword suella quali vengono inseriti annunci e link a pagamento. Questi sono presentati come banner, pop-up, pop-under, rich media, etc.

Il click e la risposta all’annuncio da parte dell’utente o consumatore finale compensa l’affiliato con una commissione.

I metodi della Search Advertising

La SEA si presenta suddivisa in due tipologie principali, la keyword advertising e il contextual advertising.

Nel primo caso si tratta di un annuncio pubblicitario online che si visualizza se l’utente si posiziona col cursore su una o più keyword nel testo.

Il contextual advertising, invece, è una sottoinsieme del keyword advertising. Indica le pubblicità basate sulla raccolta ed analisi ad opera del computational marketing riguardo informazioni degli utenti: siti visitati, prodotti/servizi acquistati o cercati, geolocalizzazione, ora della connessione e così via.

Conduce verso la costruzione di campagne efficacemente targettizzate, incrementando visite sul sito, tasso di conversione, nonché tasso di fidelizzazione.

Contattaci per una consulenza gratuita.

Video Advertising: il video come formato pubblicitario preferito

video advertising

Il mondo dell’advertising conferma la sua presenza in un’infinità di campi, piattaforme e ambiti. Ad oggi, tuttavia, pare che il video advertising sia uno dei formati pubblicitari più richiesti e utilizzati.

A fare parte di questa categoria sono tutti i contenuti pubblicitari che prevedono dei video.

La fama del video advertising è dovuta alla crescita che, anno dopo anno, ha caratterizzato il mondo dei video e la loro visibilità. La percentuale di visione, e fruizione, risulta essere sempre più alta, tanto che nel 2018 il 58% dei contenuti web era riconducibile a contenuti video.

Considerati questi numeri i marketer inseriscono costantemente elementi video nelle campagne ADS.

Il video advertising: tipologie e caratteristiche

Il video advertising si presenta ai marketer, e al pubblico, suddiviso in due macro tipologie: gli in stream video ads e gli in page video e in text video ads.

Col primo gruppo si caratterizzano tutti i formati di video adv più diffusi. Un esempio è il pre roll, si tratta di un annuncio pubblicitario che compare prima dell’inizio del video che si desidera vedere. Questi video ads sono apprezzti dai marketer poiché colpiscono l’utente in un momento di estrema attenzione e concentrazione. Altri formati sono i mid roll, inseriti nel mezzo, e i post roll.

Per quanto riguarda, invece, gli in page video ads e gli in text video ads si fa riferimento ai banner e pop-up a scopi pubblicitari che presentano un contenuto multimediale. Molto in voga i video che compaiono solo con lo scroll dell’articolo o della pagina (meno invasivi e di maggiore impatto i cosiddetti overlay video ads).

Appare evidente che nella video advertising rientrino anche i classici spot pubblicitari e i formati tradizionali che prevedono la presenza di video nelle strategie di marketing.

Video adv in Italia: i numeri

In Italia la visualizzazione dei video è cresciuta del 25%. Gli utenti passano parecchie ore delle proprie giornate osservando servizi in streaming e questo si trasforma in un diretto vantaggio per gli inserzionisti.

Questi dati sono essenziali per catalogare e conoscere le abitudini degli utenti e le loro preferenze sulle pubblicità.

Nello specifico emerge che 3 persone su 5 godono di servizi a pagamento. Seguono poi dirette streaming du piattaforme come Twitch.

Ciò spinge verso la creazione di strategie di marketing che puntano tutte le forze su contenuti video che risultino efficaci e che spinga l’utente ad affidarsi all’azienda, marchio o brand.

Contattaci per richiedere una consulenza gratuita.